domenica 13 aprile 2008

Elezioni? No, grazie.

Cologno Monzese, scuola elementare.
Ore 20:00 circa
Seggio 31


Dopo una giornata di nove ore lavorative, passate al più fantasioso cazzeggio su Internet, decido di compiere il mio dovere andando a votare.

Conosco le gabole. Per questo mi armo di gomma.

Arrivo.
Consegno la carta d'identità « Sì, sono io non vi sto fregando.»
La tipa mi guarda un po' stranita, e dopo una veloce scrollatina di spalle come a dire "Sei la millesima persona che mi sfila davanti, secondo te io ti ascolto anche quando parli?"
No, secondo me no, ma sono così imbambolata a guardarle la forfora che non mi preoccupo nemmeno di rispondere con una tacita espressione riconducibile ad un sintetico "Puttana".

Mi fingo interessata al suo scribacchiare sul registro, prendo la scheda elettorale e mi infilo nel box 2.

Faccio quello che devo fare, poi prendo la gomma e provo a cancellare.

« Vacca bagascia! » Esclamo da dentro al box, sotto lo stupore di molti, scoprendo che la mia matita si cancella per davvero.

Resto a fissare il foglio per qualche secondo buono, stupita a mia volta, mentre penso che questi bastardi mi stanno fottendo. Ma soprattutto che non ho portato dietro un pennarello indelebile, punta a scalpello, dimensione 12, nero catrame.

Bestemmio.
Prendo la matita, e CALCO.

« La mia matita si è cancellata » Assicuro alla Rappresentante di Lista mentre lei si impegna a trattarmi da idiota.
« Ma no, tesoro mio, queste matite non si cancellano »
« Io dico di sì, la mia si è cancellata »
« E come? »
« Con una gomma »
« E' impossibile, sono fatte apposta per non cancellarsi »
« Evidentemente questa no. Guardi. »
« No! No! No! Non può farmi vedere la scheda! »
« Non le faccio vedere la scheda, le faccio vedere che l'ho cancellata. »
La stronza si limita a ridere e cercare consensi con lo sguardo. Si aggrega la sua amica, rinominata per comodità Forfora, dicendo la stessa cosa in forma di eco.
Faccio notare ad entrambe che io non sono cretina, e che ho capito quello che mi stanno dicendo, ma a quanto pare sono loro a non voler capire me.

Nel frattempo, fuori dalla stanza della scuola elementare, si forma la fila di curiosi. Mio padre, con il suo vocione, mi spalleggia. Mia madre si nasconde dalla vergogna.

« Mi dia un foglio. Guardi. Si cancella. »
« Su questo foglio sì, ma sulla scheda elettorale no. »
« Da quando il foglio elettorale è diventato anche magico? »

Riprende a ridere, scambiandola per una battuta.
A me prudono le mani.

« Tesoro, posso assicurarti che su quel foglio non si cancellano. »
« Va bene, come vuole. Tanto ho CALCATO. »




Sembra una storia inventata su due piedi per far divertire con del demenziale sarcasmo.
Invece no, vi assicuro che è successo veramente alla sottoscritta, meno di un'ora fa a Cologno.

Come se già non ci stessero prendendo per il culo abbastanza.
Oltre al danno, anche la beffa.