domenica 14 settembre 2008

Parli tu, che parlo io...!


Io sono sfigata.
E non lo dico tanto per dire.
E' una cruda verità che affronto og
ni giorno.
Non sto parlando della Sfiga con la "S" maiuscola, vera e irreparabile, come "una malattia terminale" o "un handicap fisico".
No, parlo di quella sottile e fastidiosa sfiga, che resta in ag
guato ogni fottuto giorno, ogni fottuta notte. E non aspetta altro che il momento migliore per attaccare, infima e bastarda, come la sabbia nelle mutande.
Come un dito in culo.

Con il tempo - ventidue anni - impari a conviverci, ridendoci sopra, perchè sai che, altrimenti, rischieresti l'esaurimento nervoso ogni minuto della giornata.
Ma io non ci convivo soltanto,
no.
Io la fotografo.

In attesa di tanta fortuna.


- Stai cercando una via laterale, in una città non tua, e l'unica cartina che trovi lungo la strada deserta a causa dell'estate, è questa. -



- Partecipi ad una presentazione di una scuola di cinema. Scegli accuratamente il posto dove sederti per avere una visione ottimale dello schermo dove verrà proiettato il programma. E a due minuti dalla chiusura delle porte, capita questo: -



- Pensi che restare tutta l'estate in città è una costrizione troppo alta per i tuoi standard, e decidi di fare almeno un giorno -
un unico fottutissimo giorno - fuori casa, a trovare qualcuno. Visioni tutti gli scompartimenti di un treno già sudicio e ridotto in condizione più che pietose, alla ricerca di una postazione quantomeno vivibile. La trovi, ringrazi la Madonna pur non credendo, ed ecco alla prima fermata cosa succede : -


- E, come se non bastasse ... la chicca!
-




Forse non sono sfigata.
No. Forse sono solo cogliona.
E mi diverto nell'esserlo.