lunedì 9 maggio 2011

Io e l'Apple Store




A questo giro vi risparmierò. Non ci sarà alcun disegno  rappresentativo dell'evento.
Solo qualche parola, nella speranza di farvi fare quattro risate.

Oggi giornata apocalittica, nel vero senso della parola. Già da ieri sera il mio carica batterie del Pro sfrigolava in maniera sinistra. Faceva qualcosa di molto simile a delle patatine che friggono in olio bollente.
Niente di buono, insomma.
Stacco e riattacco. Controllo l'alimentatore da cima a fondo, lo giro e lo rigiro. Non sembra abbia nulla, non sotto il mio occhio inesperto da disegnatrice provetta, quindi riattacco il tutto, e noto che non sfrigola più.
Appagata dalla mia conquista giornaliera, lascio lì, e mi scordo che c'erano state le avvisaglie adatte a farmi capire che stava andando tutto a puttane.

Questa mattina, all'alba delle.. otto? Otto e mezza?
Avviene il patatrac. Il carica batterie inizia a sfrigolare sempre più forte, questa volta come una gallina a cui viene tirato il collo, poi implode in sè stesso. Una piccola lucetta, un po' di fumo, la luce in casa salta, il computer si spegne, io bestemmio, e ... fine.
Mi accorgo che la giornata inizia davvero male.

Salvo il salvabile, ovvero il mac e basta, e parto alla volta di un apple store, dove mi viene detto che il carica batterie costa la modica cifra di 80 euri. Io non bado a spese, non per il mio piccolo Leopold ( sì, ho dato un nome al Pro, ma a voi che ve frega? ) e lo compro. Le faccio educatamente notare, però, che l'attacco è diverso:

- Non è proprio uguale sei sicura che sia compatibile?
- Sì, certo che sì, ora li fanno tutti così.
- Ma il mio Mac ha tre anni, è vecchiotto per gli standard tecnologici, insomma.. magari...
- No no, vai tranquilla, funziona.
- Sicura eh?
- Sì, certo.
- Sicura sicurissima? 
- Sì
- ... non vuoi ripensarci un attimo?

Morale della favola, io continuo ad essere diffidente, ma dopo che ben due ragazzi mi assicurano che quello è il carica batterie GIUSTO, non posso fare a meno di annuire, e farmi da parte. Prendo comunque un appuntamento con il tecnico al Genius Bar, e attendo il mio turno.
Voglio essere certa che, insieme al tutto, non si sia fritto anche Leopold.

Mi chiamano, io mi avvicino con la faccia di una a cui è appena stato stuprato il Pincer, e spiego l'accaduto. Il ragazzo, a sua volta gentile ( sono tutti gentili all'Apple Store ), fa il suo Abracadabra, controlla, e mi assicura che il mio Leopold è " Sano come un pesce ".


- E' tutto ok, come nuovo.
- Davvero? Tutto a posto?
- Sì, è andato in corto solo l'adattatore. 
- Quindi.. insomma, è ... come prima?
- Sì, certo!
- ...Sicuro? Non vuoi dargli un'altra occhiatina?


Lui ride, non ha capito che, in realtà, io parlavo sul serio.
La mia insistenza si basa sulla sfiducia che ho verso il prossimo, soprattutto quando si tratta della salute di Leopold.
" Vai tranquilla, Roberta "
Sul eco di queste parole rincuoranti, mi tranquillizzo, riprendo la mia roba, e vado a casa dei nonni trotterellando.

Una volta lì non posso far a meno di provare il nuovo acquisto e, sorpresa sorpresa, non funziona.
Provo a dare la colpa alla presa di corrente, ma giustamente mio nonno mi fa notare che, quando sono sotto pressione, straparlo. E, dopo avermi insultata dandomi della "macchinetta che spara 400 parole al secondo " mi consiglia di tornare all'apple.
Giusto, perché non ci ho pensato io?

Questa volta mia sorella mi accompagna, torniamo, spieghiamo l'accaduto. I tre ragazzi su cui avevo fatto affidamento prima, non c'erano più, quindi mi sono accontentata di uno nuovo, riprendendo la solfa dall'inizio. Lui, gentile come lo sono tutti all'Apple Store, mi chiede:

- Posso prenderti un attimo il Mac?
- Se prometti di riportarmelo, sì.


Ridacchia e si allontana. Prova tutti, no dico, TUTTI i carica batterie del Negozio, ammettendo di non capire bene quale sia il problema. Con alcuni funziona, con altri no.
Dopo qualche consulto con colleghi, un piccolo comizio, qualche suggerimento, e una notevole quantità di bestemmie, il ragazzo torna con una soluzione molto diplomatica.

Che... non vi dirò.
Non qui almeno.
Ma posso solo dirvi che, ora, il mio Mac va alla PERFEZIONE.
Quindi ringrazio il mio salvatore del giorno, perchè senza di lui oggi non avrei consegnato il lavoro.
Perchè, ovviamente, tutto questo pandemonio non può accadere in una giornata qualunque.
No, certo che no.
Solo quando sono di consegna.
E anche leggermente in ritardo con le tempistiche.



Ti odio, e ti amo, Apple Store.