mercoledì 23 marzo 2011

Coloreria Italiana presenta:




Robbertopoli: AMMERDA!
lileniana: ammmmmmmmmerda teeeeeeee. Come va? :)
Robbertopoli: bene, tu?
lileniana: bien bien :)
Robbertopoli: Ma.. queste faccine?
lileniana: le faccine... se non ti insulto ti sembra tanto strano?
Robbertopoli: esatto, troppi sorrisini, mi sento presa per il culo.
lileniana: ma vai a fare l'impiegata della coloreria italiana!

Robbertopoli: allora, mazzarellina, abbassiamo la cresta
lileniana: mazza?
Robbertopoli: ... mazza
lileniana: mi confondi con qualcun altro, lesbicona
Robbertopoli: ma porca troia, non so più scrivere, solo colorare.

lileniana: coloreria italiana!
Robbertopoli: mi sento più cinese, che italiana, in questo momento. Made in china
lileniana: seee ti  piacerebbe, sei made in kamchatka tu
Robbertopoli: made in "piegata a novanta"

lileniana:  questo io non lo so, ma diciamo che mi fido sulla parola
Robbertopoli: autastrada a 4 corsie, ricordi? Senza contare la corsia d'emergenza
lileniana: si ma anche dietro??!??!?!
Robbertopoli: io intendevo dietro
lileniana: ahn
Robbertopoli: ...

lileniana: pensavo davanti, vabbè. Sei la solita troia inficiata
Robbertopoli: sfondata e slabrata sono due cose diverse
lileniana: SCHIFOOOOOOOOOOOOOOO
Robbertopoli: Ahahahahahah!
lileniana: robi. che. schifo
Robbertopoli: da quando ti sconvolgi per le cose che dico?
lileniana: avrò gli incubi
Robbertopoli: mavvà! Mica ho detto: vecchia che scopa con le tette sballonzolanti e flaccidose
lileniana: vomito
Robbertopoli: su su, è la dura e cruda realtà
lileniana: si ma mi fa schifo, voglio la versione cartoon

Robbertopoli: E' peggio. Immaginati Ursula che scopa
lileniana: aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Robbertopoli: non è bello
lileniana: ROBERTAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Robbertopoli: cosa? Tu la volevi la versione cartoonosa
lileniana: si, disneyana, edulcorata.
Robbertopoli: Blog.
lileniana: vabbè non lo fai, lo so che non lo fai

lunedì 21 marzo 2011

Eh, però, queste tette...



Gli incontri bizzarri mi seguono ovunque, anche quando faccio un salto agli spacci per prendere una cosa - una sola stramaledettisima cosa - al volo.
Forse è un segno del destino, un modo come un altro per obbligarmi ad aggiornare questo blog con maggiore periodicità.
Ma, diciamolo francamente, il più delle volte "nonc'hocazzi".
Nel resto del tempo... non c'ho comunque cazzi.

Dunque, ricapitolando, stavo agli spacci.
Dovevo prendere della comunissima pasta frolla.
Nel banco frigo mi guardavano la Brisè, la Sfoglia e la pasta da focaccia.
Ma di pasta frolla nemmeno l'ombra.
Telefono istericamente alla Elena - tre volte - e le dico che non c'è, ah no sì c'è, no non è questa, aspetta forse l'ho trovata, no niente, dove cazzo sta, ma tu sai dove la tengono, che posto di merda Cristo %*#+**!!!
Elena, dall'alto della sua saggezza, mi suggerisce di chiedere ad un commesso. Accolgo l'idea come se l'avesse partorita la mia mente geniale, riattacco e trovo un commesso.
Uno qualsiasi.

C'è un vecchio - con tutto il mio sommo rispetto per gli over 50 - molto gentile che, ovviamente, non crede davvero che la pasta frolla sia finita.
Mi accompagna al banco frigo, rovista un po', sposta cose, e arriva alla mia stessa conclusione.
A conti fatti, lì, non c'è.
...Eggià, magguardaunpo'.
Comunque, mi suggerisce di prenderla surgelata.
Di nuovo accolgo a braccia aperte la perla di saggezza, e cordialmente mi accompagna anche nel reparto surgelati.

E qui avviene l'inimmaginabile.
Mentre il commesso mi spiega quanto tempo devo tenere fuori la pasta frolla prima di poterci fare le formine come con il pongo, ci si affianca un altro vecchio - sempre rispettosamentissimamente parlando - biascicando parole sconnesse.
Intuisco sia ubriaco.
Comunque sia è simpatico.
Tra una bestemmia e l'altra, urla che un ragazzo gli aveva detto " Buonasera "
" Buonasera un paio di coglioni. Che cazzo mi dici Buonasera? Ti sembro un vecchio? Un vecchio? UN VECCHIO? "
Io resto zitta, guardo il commesso, che lo lascia sfogarsi, prima di dirgli " Sì, Zio. Va bene Zio. Non perdere le staffe, Zio" mentre con una mano mi fa segno di precederlo alle casse. Si direbbe che anche lui abbia una gran voglia di togliersi di torno il più in fretta possibile.
Io non fiato, prendo la mia pasta frolla, e vado alla cassa, con il commesso che mi sussurra " E' un elemento, lascialo perdere "

Lo faccio, e mi metto in coda.
Due minuti, e mi raggiunge il vecchio, che d'ora in avanti chiamerò "Zio."
Alla mano un numero imprecisato di birre. Mi si affianca, e riprende a biacsicare cose.
Mi giro, lo guardo, sospettando che stia parlando con me.
Lui sorride, e intavola una conversazione vivace:
- Va va, va che bèla tusa.
- ... Ahem, grazie!
- Ma va che bel trucco.
Io sorrido, la commessa ci interrompe e  lo saluta " Ciao Zio", lui fa altrettanto e riprende:
- Bella ragazza e bel trucco. Ascolta me che me ne intendo!
- Di ragazze o di trucchi?
Lui resta zitto per un po', devo averlo scombussolato. Poi, con una certa sicurezza, risponde : "Ragazze"
Sorrido, sposto la mia roba avanti in cassa, metto il divisorio, recupero due Ovetti Kinder al volo, e aspetto.
Lui continua.
- Oh... poi... mi raccomando. Resta magra così! Non come quelle che diventano botti. Così, resta così eh. Così come sei.
Rido, non posso far altro, promettendogli che farò il possibile per non sformarmi come un'anfora nel corso degli anni. Lui fa una smorfia, sembra insoddisfatto da qualcosa:
- Eh però...
- Cosa?
Mi guarda dalla testa ai piedi con più attenzione.
- Eh, però...queste tette. Sono davvero piccole!
- ... Eh già.
- Ma piccole!
- ... Sì, ho capito, non serve ripeterlo. Lo so!
- Eh eh, sì, non è mica colpa tua. Dio - DIO! - ti ha fatta così...
- Guardi, ho già mandato una lettera di reclamo, ma non mi è arrivato nessun risarcimento.
- E' davvero un peccato.
- Per il risarcimento o per le tette?
- ... che le tette non siano più grosse.
- ...


Esco stranita, poi per strada rido, perché non posso fare altro.
So di avere una zero, meno uno, di taglia di reggiseno, ma cazzo, che questo diventi argomento di conversazione con il primo vecchio ubriaco che incontro alla cassa, proprio no!
Eppure...



domenica 6 marzo 2011

Lip - Shameless


Dopo un'assenza abbastanza lunga - la causa è sempre e solo il lavoro - torno con l'ennesima serie tv.
Il  mio fedele procacciatore l'ha consigliata a me, e io la consiglio a voi, come da routine.
Si chiama "Shameless", e se devo descrivervela in poche parole, dico "Seven Even" - quel pappone cristiano che cercavano di propinarci, anni fa, all'ora di pranzo - con l'aggiunta di tanti culi e tante tette.

Alcool, droga, sesso, criminalità, politica scorretta.
Le solite cose, insomma.

Sfacciatamente privi di vergogna.