martedì 31 maggio 2011

La solitudine dei numeri primi - Il Film

Alice e Mattia

Non guardatelo. Il film intendo.
Nemmeno se fosse l'ultimo film rimasto sulla faccia della terra.
Nemmeno se ve lo regalano, piuttosto lanciatelo dalla finestra.
E se dovessero offrivi dei soldi, vedete almeno di puntare in alto, perché quell'ora e mezza di vita non ve la ridarà indietro nessuno.

E'. La. Cosa. Più. Lenta. E. Noiosa. Che. Io. Abbia. Mai. Visto.
Voglio scandire ogni parola per trasmettervi la palla infinita di questo film.
Persino il colore e il carattere scelti per il titolo mi hanno fatto schifo!

Pessimo, davvero. Non c'entra un'acca con il libro, ma dovevo vederlo.
E, ora che l'ho visto, vi consiglio di andare a rincorrere i piccioni, piuttosto che sedervi e fare play su questo coso.
Severio - che razza di nome - Costanzo, torna a fare quel che facevi prima ( che non è ancora ben chiaro a nessuno )   e risparmiaci questi Drammi. Perchè, va bene che il genere è drammatico, ma cristo santo, un minimo di ritmo in più potevi darglielo.
E delle canzoni meno gargarismo mattiniero, magari.
A metà film mi era venuta voglia di diventare autolesionista come Mattia, ho dovuto mandare avanti per sfinimento mentale.

Bocciato.


lunedì 30 maggio 2011

La solitudine dei numeri primi

Mattia e Michela

Parlo del Libro, e non del Film, che ammetto guarderò per curiosità non appena riuscirò a ritagliarmi due ore di tempo. Il libro è stato scritto, nel 2008, da Paolo Giordano, edito Mondadori. Primo romanzo dello scrittore più giovane ( all'epoca aveva ventisei anni ) che abbia vinto il Premio Strega. 
In realtà si può anche dire che sia il suo unico Romanzo, dal momento che gli altri sono racconti. 

Ho sentito pareri discordati, su questo libro. Ad alcuni è piaciuto, altri si sono addirittura commossi, altri ancora l'hanno trovato noioso, lento, e poco soddisfacente.
Io ritengo che non sia un libro per tutti; per chi ama il finale perfetto consiglio un bel romanzo rosa, di quelli in regalo con i giornaletti in edicola. Per chi, invece, ama restare con un po' di amaro in bocca, perché la vita vera è così, amara fino al midollo, lo consiglio caldamente.

Il libro, in breve, racconta la storia di numerosi personaggi, due in particolare, Alice e Mattia.
Metaforicamente due numeri primi gemelli incapaci di stare insieme pur essendo fatti l'uno per l'alta.
Sono all'incirca trecento pagine, poca roba, lo si può far fuori in un paio di giorni se si ha poco tempo da dedicare alla lettura. 

Sì, mi è piaciuto.
Sì, mi sono commossa già alle prime pagine.
Sì, l'ho mangiato in un giorno, perché non riuscivo a smettere di girare pagina.
Sì, lo consiglio, al di là dell'eco di tristezza che lascerà dentro ad ognuno di voi.

domenica 29 maggio 2011

I'm - sigh- back!


Jack&Vera
Eccomi di ritorno, come promesso, a pieno regime.
Parto subito con un aggiornamento, ringraziando Dio - ed EmmeVi - di avere ancora un Blog da aggiornare. Vedo che Blogspot continua a dare rogne, pare che due settimane di lavori non siano bastate a questi fantomatici " tecnici " per sistemare le loro beghe.
Devono essere davvero bravi.
Saranno gli stessi di Teledue.

Per chi non dovesse cogliere la battuta, spiego: Teledue è una vera merda, per quanto riguarda internet, oggi chiamato Teletu. Oltre ad essere incompetenti, fanno anche i simpatici:

1- Ha riavviato? 
2- Ha staccato la spina?
3- E' sicura che il modem sia attaccato al computer?
4- Ha il nostro modem, o ne ha uno uso?
5- E' forse caduto qualcosa di liquido sul modem? O di solido? O è semplicemente caduto?

Alle prime due domande, di solito, non mi preoccupo nemmeno di rispondere. Sono i primi compiti basilari che, un comune mortale poco pratico con l'informatica, fa nel tentativo di risollevare la situazione. Alla quarta rispondo per educazione, giusto per far intendere che, se ho un problema, me lo devono risolvere solo perchè pago un loro fottutissimo modem a 7.2, mentre alla quinta ( E' forse caduto qualcosa di liquido sul modem? O di solido? O è semplicemente caduto?) è facile che io resti basita.

Ma mettiamo pure caso che mi ci abbia pisciato sopra il gatto, secondo te,  lo vengo a dire?
Piuttosto lo asciugo con il tostapane e la piastra per capelli in ceramica, ma è chiaro come il sole che non farò mai passare per mio un problema quando c'è anche la più remota delle possibilità che tu me lo possa sostituire GRATIS.

Cosa che, una volta, è avvenuta davvero. Il vecchio modem si era sfracellato a terra, dopo l'ennesima caduta dal mobile, ed ecco che parte la telefonata a Teledue:
" Che strano, non va più. No no, non mi è MAI caduto. Va bene, attenderò quello nuovo "
Tempo due settimane ed ecco il pacchettino di teledue, con Modem nuovo di zecca, di tre versioni successive al mio vecchio.
Tzè.
Pivelli.

Tutto questo per dire che i tecnici di Blogspot sono pippe.
Ma tornando a noi.
Eccomi, sono qui!
Tornata da una speudo vacanza rilassante, che non vi racconterò perchè tanto, le vacanze degli altri, sono sempre noiose, quindi mi limiterò a postare qualche disegno che ho fatto.
Per farvi capire, più o meno, la mole di fogli, matite, gomme e cancelleria varia che ho consumato, vi dico solo che ho finito un plico da cento di cartaculo ( chiamo così i fogli A4 da stampante ) più 4 o 5 matite, una gomma e un numero indefinito di mine per la micromina.
Ergo, ho disegnato abbastanza. Per un po' avrò qualcosa da postare.

Lo sfondo blu ve lo lascio, visto che ha fatto furore, mentre il mio bellissimo colirino-verde-ospedale me lo avete bocciato in tronco - infami! -
Non che mi piaccia il blu, non mi ha mai detto nulla di che, però in effetti è l'unica scelta decente che c'è nei template di Blogspot.
Per ora va bene così, domani si vedrà.

Vi avevo salutati con un disegno stupido di Jack e Vera ( e voi - forse- vi starete anche un po' chiedendo chi minchia siano questi due, ma date tempo al tempo e prima o poi lo saprete  ) quindi ora non posso che tornare con un altro disegno su di loro, nel tentativo di farli meno stupidi!

Ora mi guarderò una bella puntata di Camelot.
Che mi è tanto mancato in queste settimane.
Quasi non ci dormivo la notte.
Ah!






Quello che conta è la fiducia!

Post a cura di EmmeVi




Poche parole perchè poi l'immagine si commenta da sola:
Era attaccato ad un palo della luce.
Io il telefono l'ho cancellato ma se siete interessati...non esitate a chiederlo!


giovedì 26 maggio 2011

20 questions

Post a cura di EmmeVi


Che poi in realtà sono solo 4 e riassumono un pò la mia giornata (che immagino non interessi a nessuno ma dato che qui ci posso scrivere un pò quello che mi pare...ce lo scrivo!)

1) Perchè quando la gente vede un bambino assume un espressone ebete, un tono di voce da ritardato mentale e succede più o meno questo:
"ma ciaooo, ma ciaoooo, eh, eh, quanto sei bello? eh, ma quanto sei bellooo? Eh si, siamo belli noi" o anche "Fai ciao con la manina, fai ciao con la manina...eh fa ciao con la manina lui/lei"
-.-'
Perchè? voglio solo sapere perchè...

2) Perchè i cattivi devono sempre vestirsi di nero e con gli occhiali da sole? Senza dimenticare che, i più sfortunati dei film "fantasy" hanno in dotazione lunghi cappotti (e se dio proprio gli vuole male anche di pelle).
Perchè? Perchèèèèèèèè ti devi vestire come un coglione che identifico anche dallo spazio?
Forse perchè tanto poi sono così stupido che quando ti vedo arrivare scappo al piano di sopra che si sa, è pieno di vie di fuga?

3) Rimaniamo in ambito cinematografico (nel caso non si fosse ancora capito oggi ho visto un film).
Siamo nel 2011, il navigatore satellitare ormai lo montano anche sui tricicli, allora perchè gli americani si ostinano ad usare ancora la cartina???
Poi non ti lamentare se ti ritrovi nel deserto e ti ammazzano: te lo sei  meritato!

4) Ultima ma non meno importante: Cosa succede quando una forza inarrestabile incontra un oggetto inamovibile?

il 29 si avvicina e presto vi libererete di me. Dovete solo pazientare.

domenica 22 maggio 2011

Deadman Wonderland

Post a cura di EmmeVi


Premessa:
La premessa è molto breve e concisa: faccio schifo a disegnare. 
Questa cosa tenetela a mente che poi vi sarà utile.



Deadman Wonderland:
Questa volta, invece che parlare di serie tv, che purtroppo ultimamente sto seguendo molto poco e quindi un bel post su camelot ancora non lo posso fare, vi parlo di Deadman Wonderland.
Prima un manga e ora anche un anime è stato scritto da Jinsei Kataoka ed illustrato da Kazuma Kondou (Eureka Seven).
Deadman Wonderland racconta la storia di Ganta Igarashi, un ragazzino accusato di aver sterminato la sua classe e, per questo, spedito in un carcere completamente privato che funge anche da Luna Park. Condannato alla pena di morte, Ganta è costretto a portare un collare che inietta nel suo corpo del veleno, veleno che può essere neutralizzato grazie ad una caramella che, i condannati a morte, devono prendere ogni 72 ore. Queste caramelle sono acquistabili grazie ai cast point (la moneta corrente del carcere) che si possono ottenere partecipando a delle gare o dei giochi il più delle volte mortali. Ganta però on è un condannato come gli altri perchè ha degli strani poteri che gli permettono di modificare il suo sangue. Questa sua caratteristica lo fa entrare di diritto nei Deadman: un gruppo di prigionieri con i suoi stessi poteri, rinchiusi in un area segreta del carcere e costretti a combattimenti ancora più cruenti.
A spingere avanti la trama c'è l'ossessione di Ganta per L'uomo Rosso, il vero responsabile della strage che ha portato il ragazzino a finire in prigione.

Opinioni:
Escludendo qualche sporadico caso, trovo che i giapponesi siano gli unici ad aver compreso che i "cartoni animati" possano non essere solo un prodotto per bambini ma che, invece, forniscano molte possibilità di intrattenimento anche per un pubblico più adulto.
Non ho avuto modo di leggere il manga (da noi pubblicato da Planet Manga), per ora mi limito a seguire l'anime (iniziato di recente: siamo solo al 5° episodio) e devo dire che mi sta piacendo. Il livello di crudeltà è alto e a volte la cosa è accentuata dal fatto che , essendo il carcere un luna Park, la violenza viene mostrata come forma di divertimento e svago. Questo contrasto aiuta molto a creare atmosfere che permettono di seguire l'episodio con interesse.
E ora, senza perdere altro tempo...ricordate la premessa? Se non la ricordate andate all'inizio del post e rileggetela perchè sta per arrivare il disegno dedicato.


giovedì 19 maggio 2011

64° Festival di Cannes

Post a cura di EmmeVi


Buon giorno a tutti, come primo post della nuova (e non temete, non permanente) gestione, dal momento che ancora post su tette e culi non li ho vi racconterò...bhè se avete letto il titolo del post sapete già di cosa sto per parlare.


Inizierei dicendo che, anche se non potete entrare nel Palais des Festival senza un pass, l'atmosfera che si respira è fantastica! Anche solo passeggiando in giro di figare ce n'è in abbondanza (per femmine e maschi, nessuno escluso), se siete fortunati magari incrociate anche qualche VIP che passeggia per la strada come se nulla fosse (l'anno scorso è stato il caso di Gary Dourdan alisa Warrick di C.S.I.). Tolto il figare comunque il risultato non cambia: ci si sente vagamente importanti solo per esser lì e la cosa ha, innegabilmente, il suo fascino.





Se avete un badge o un pass giornaliero allora le cose cambiano perchè, in questo caso potete entrare all'interno del Palais des festival. Dentro non è nulla di speciale: un enorme palazzo con stand e roba varia ma ci sono un sacco di cose da vedere e moltissime persone che si possono conoscere. Se, come me, con l'inglese fate vagamente a pugni sarà leggermente più difficile ma, un modo per comunicare lo si trova, al limite annuite e datevi alla fuga. Se bazzicate per lo Short-Film Corner ( una zona dove è possibile visionare in gabbiottini muniti di pc, i cortometraggi selezionati per questa vetrina o partecipare a incontri e interviste) potreste essere anche invitati a qualche proiezione dei corti, in piccole salette da 9 posti.


Poi viene il tasto dolente delle proiezioni nelle sale. Davvero difficile se non impossibile riuscire a prendere i biglietti per i film in concorso più ambiti (come "The Beaver" di Jodie Foster) con i pass che rifilano ai poveracci che sono dello short-film corner . La cosa si fa più semplice se si va su film sconosciuti e poco noti ma rimane lo stesso quasi un sogno. L'anno scorso mi è capitata la fortuna di vedere "Route Irish" di Ken Loach ed entrare in una sala enorme (e quando dico enorme intendo ENORME) che ti farebbe emozionare anche se andassi lì per vedere lo spettacolo di Topo Gigio. Pensi a quanti artisti sono passati da lì e...tu sei lì, un po' come lo sono stati loro.



Mi sto davvero dilungando. Ci sono un mucchio di altre cose che vorrei raccontare ma vi risparmierò. Qua e là vi metto qualche foto (assolutamente originale) così tanto per...



Spero di non avervi annoiato troppo e che continuerete a seguire il blog perchè se faccio perdere contatti alla Robb mi ammazza quindi:

PRESTO TETTE E CULI!!!

sabato 14 maggio 2011

In & Out

Jack & Vera


Anche quest'anno mi godrò uno stacco dalla civiltà, partendo per due settimane alla volta degli Appennini, dove internet è ancora tabù - anche se spie ben informate mi assicurano che la posta abbia un 56k -
Pennelli alla mano, vi saluto, lasciandovi però qualcuno che continuerà ad aggiornare il Blog.
Ammetto di temere che cosa troverò al mio ritorno, *se* troverò ancora qualcosa al mio ritorno.
Sono ancora in tempo per cambiare idea?
Sì? No?
Damn!

Lui, l'essere che aggiornerà i blog dal 18 al 29 di maggio, potrete chiamarlo EmmeVi - ama l'anonimato - e cercherà di tenere alto il numero delle cazzate quotidiane che vengono sparate in queste pagine.
Non so di cosa vi parlerà, non so cosa e come disegnerà.. ora che mi ci fate pensare, in effetti, non so proprio nulla. 
Geeesù.

Beh, che dire, mi godrò una sana vacanza alla faccia vostra.
Ah-Ah!
Lavorate, mi raccomando!
E non perdetevi le puntate di Camelot. 
Che sia sempre nei nostri primi pensieri.
Amen.



How to Train your Dragon - Dragon Trainer


Per chi non avesse ancora avuto l'occasione di vederlo, io lo consiglio al centopercento. Due parole - due - su questo film d'animazione, per convincervi a spendere questi cinquanta minuti. Dunque, è nato come libro per bambini, scritto da Cressida Cowell, che è stata ben felice di ricevere una cifra interessante dalla DreamWorks per produrre quello che, da noi, è stato comunemente tradotto come Dragon Trainer.
How do Train your Dragon è il secondo di un numero che, ammetto, non ricordo bene, dovrebbe aggirarsi tra i 18 e i 20 libri, tra racconti, favole e quant'altro.
Per chi non avesse voglia - o la faccia - di leggere questa " favola per bambini ", potrà di certo guardarlo nella solitudine di camera sua, senza che nessuno lo sappia, giusto per farsi un'idea.

Ma, attenzione, nel caso non doveste piangere durante il pezzo che ho disegnato qui sopra, nemmeno una piccola e insignificante lacrimuccia, considerate l'eventualità di non essere umani.
Prendetene coscienza, e tutto andrà per il meglio.


Freaks the Series



Freaks - Tutorial



lunedì 9 maggio 2011

Io e l'Apple Store




A questo giro vi risparmierò. Non ci sarà alcun disegno  rappresentativo dell'evento.
Solo qualche parola, nella speranza di farvi fare quattro risate.

Oggi giornata apocalittica, nel vero senso della parola. Già da ieri sera il mio carica batterie del Pro sfrigolava in maniera sinistra. Faceva qualcosa di molto simile a delle patatine che friggono in olio bollente.
Niente di buono, insomma.
Stacco e riattacco. Controllo l'alimentatore da cima a fondo, lo giro e lo rigiro. Non sembra abbia nulla, non sotto il mio occhio inesperto da disegnatrice provetta, quindi riattacco il tutto, e noto che non sfrigola più.
Appagata dalla mia conquista giornaliera, lascio lì, e mi scordo che c'erano state le avvisaglie adatte a farmi capire che stava andando tutto a puttane.

Questa mattina, all'alba delle.. otto? Otto e mezza?
Avviene il patatrac. Il carica batterie inizia a sfrigolare sempre più forte, questa volta come una gallina a cui viene tirato il collo, poi implode in sè stesso. Una piccola lucetta, un po' di fumo, la luce in casa salta, il computer si spegne, io bestemmio, e ... fine.
Mi accorgo che la giornata inizia davvero male.

Salvo il salvabile, ovvero il mac e basta, e parto alla volta di un apple store, dove mi viene detto che il carica batterie costa la modica cifra di 80 euri. Io non bado a spese, non per il mio piccolo Leopold ( sì, ho dato un nome al Pro, ma a voi che ve frega? ) e lo compro. Le faccio educatamente notare, però, che l'attacco è diverso:

- Non è proprio uguale sei sicura che sia compatibile?
- Sì, certo che sì, ora li fanno tutti così.
- Ma il mio Mac ha tre anni, è vecchiotto per gli standard tecnologici, insomma.. magari...
- No no, vai tranquilla, funziona.
- Sicura eh?
- Sì, certo.
- Sicura sicurissima? 
- Sì
- ... non vuoi ripensarci un attimo?

Morale della favola, io continuo ad essere diffidente, ma dopo che ben due ragazzi mi assicurano che quello è il carica batterie GIUSTO, non posso fare a meno di annuire, e farmi da parte. Prendo comunque un appuntamento con il tecnico al Genius Bar, e attendo il mio turno.
Voglio essere certa che, insieme al tutto, non si sia fritto anche Leopold.

Mi chiamano, io mi avvicino con la faccia di una a cui è appena stato stuprato il Pincer, e spiego l'accaduto. Il ragazzo, a sua volta gentile ( sono tutti gentili all'Apple Store ), fa il suo Abracadabra, controlla, e mi assicura che il mio Leopold è " Sano come un pesce ".


- E' tutto ok, come nuovo.
- Davvero? Tutto a posto?
- Sì, è andato in corto solo l'adattatore. 
- Quindi.. insomma, è ... come prima?
- Sì, certo!
- ...Sicuro? Non vuoi dargli un'altra occhiatina?


Lui ride, non ha capito che, in realtà, io parlavo sul serio.
La mia insistenza si basa sulla sfiducia che ho verso il prossimo, soprattutto quando si tratta della salute di Leopold.
" Vai tranquilla, Roberta "
Sul eco di queste parole rincuoranti, mi tranquillizzo, riprendo la mia roba, e vado a casa dei nonni trotterellando.

Una volta lì non posso far a meno di provare il nuovo acquisto e, sorpresa sorpresa, non funziona.
Provo a dare la colpa alla presa di corrente, ma giustamente mio nonno mi fa notare che, quando sono sotto pressione, straparlo. E, dopo avermi insultata dandomi della "macchinetta che spara 400 parole al secondo " mi consiglia di tornare all'apple.
Giusto, perché non ci ho pensato io?

Questa volta mia sorella mi accompagna, torniamo, spieghiamo l'accaduto. I tre ragazzi su cui avevo fatto affidamento prima, non c'erano più, quindi mi sono accontentata di uno nuovo, riprendendo la solfa dall'inizio. Lui, gentile come lo sono tutti all'Apple Store, mi chiede:

- Posso prenderti un attimo il Mac?
- Se prometti di riportarmelo, sì.


Ridacchia e si allontana. Prova tutti, no dico, TUTTI i carica batterie del Negozio, ammettendo di non capire bene quale sia il problema. Con alcuni funziona, con altri no.
Dopo qualche consulto con colleghi, un piccolo comizio, qualche suggerimento, e una notevole quantità di bestemmie, il ragazzo torna con una soluzione molto diplomatica.

Che... non vi dirò.
Non qui almeno.
Ma posso solo dirvi che, ora, il mio Mac va alla PERFEZIONE.
Quindi ringrazio il mio salvatore del giorno, perchè senza di lui oggi non avrei consegnato il lavoro.
Perchè, ovviamente, tutto questo pandemonio non può accadere in una giornata qualunque.
No, certo che no.
Solo quando sono di consegna.
E anche leggermente in ritardo con le tempistiche.



Ti odio, e ti amo, Apple Store.

giovedì 5 maggio 2011

Quel manzo di Thor


Questo è l'unico fotogramma che ricordo di quel film.
Il martello di Thor.
Senza timore di nascondere allusioni.