domenica 9 dicembre 2012

Estratto di un vecchio, vecchio, racconto. Mio.



E' la prima volta che mi capita di postare un racconto ( mini racconto? parte di un racconto? ) sul Blog, perché non ne ho mai sentito il bisogno. Nemmeno ora, a dirla tutta, ma mi annoio e non ho di meglio da fare. Quindi posto qualcosa di molto, molto, personale. E molto, ma molto, vecchio. 
Ci sto quasi ripensando, no, non ci ripenserò.
Tanto nella mia cartellina prende la muffa, quindi meglio così.
E poi nessuno commenta mai una fava nei disegni, perché mai dovrebbero esserci commenti sotto un racconto?
Uhmf. Ottimo modo per convincermi a farlo.
Questi quattro pezzi sono un piccolo estratto di una roba lunghissima, che se dovessi riprendere in mano oggi la rifarei da zero. Cosa che non farò, quindi me la farò - e ve la farete - andar bene così.

E buona domenica a tutti.




I. CAPITOLO

.Innocenza
Mantenevo il ritmo, leggero e costante. Premevo e lasciavo, affondavo e aspettavo, il silenzio della sala era interrotto solo dai miei ansimi. Sotto di me Lei, forse in attesa di qualcosa da parte mia o forse altro perché quello che stavo facendo non era abbastanza. Eppure la forza che stavo mettendo in quella danza era troppa, fino a quando i muscoli delle braccia non iniziarono a farmi male, i tendini tesi, i primi avvisi dei crampi alle dita.
“ Basta così, Leo! ”
Strinsi i denti, senza ascoltarla, continuando. Ancora e ancora, fino a farmi del male fisico. Un rumore secco, di un osso che si rompeva sotto le mie mani, e un urlo perentorio che mi intimava di fermarmi “ Ho detto basta, per Dio! ”.
Qualcuno mi prese malamente, spostandomi da sopra la barella, facendomi cadere a terra sul pavimento piastrellato di bianco. Presi una bella botta, ma in quel momento non ci diedi peso. La dottoressa Germani mi guardava con occhi sbarrati, chiaramente scontenta del mio operato.
Sopra la barella, Lei.
Lei. Piccola e fragile.
Non ero riuscito a salvarla.
Non ero riuscito a riportarla indietro.

.Neve
Restai in sala d’attesa per ore a fare quello che si fa in una fottuta sala d'attesa: attendere. Testa bassa, provando vergogna, fissando le mie mani ricolme di sangue. Col pollice cercavo di scrostarne quanto più possibile, inutilmente. Sentivo gli occhi del vecchio sulla destra che mi fissavano, occhi curiosi, insieme alla sua voglia di sapere, di domandare, e invece non si azzardò. Nemmeno una sillaba, e come lui tutte le persone che mi circondavano se ne restavano a distanza. Attorno a me sedie vuote.
“…Leo ”
Una voce calma, ma sicura, si insinuò come una freccia nel mio cervello, svegliandomi dal coma. La guardai, con gli occhi spenti per pochi secondi, prima di tornare alle mie mani e al sangue. L'impegno per toglierlo era diventato il doppio.
“Andiamo Leo, ti accompagno al bagno”
Non disse altro e mi prese sottobraccio, portandomi di peso al bagno degli inservienti. Mi risvegliai quando vidi il mio riflesso davanti allo specchio, notando Alice impegnata a lavare le mani con acqua e sapone. Strofinava vigorosamente, ma non andava via nulla. La colpa era entrata fino in profondità. E non c'era sapone che riuscisse a togliermi quella sensazione di dosso.
“Non è stata colpa tua, hai fatto il possibile.” Disse, guardandomi di sottecchi, riprendendo subito dopo a far scorrere l’acqua per sciacquarmi le mani insaponate.
L’acqua era gelida.
“Non l’ho salvata”.
Mi guardò, ora con più insistenza, abbracciandomi. Mi strinse forte, sentivo l’odore dei suoi capelli sulla faccia, ma non ricambiai l’abbraccio restando flaccido e apatico nella sua stretta. “Eri li’ durante l’incidente, hai voluto intervenire. L’hai portata qui, hai cercato di salvarla … quel camion ne ha uccisi sette su nove. Era una bambina, era... troppo piccola. Non puoi fare miracoli. Se così giovane…”
La spinsi via, non avevo voglia di sentire altro. Più tardi avrebbe sicuramente ripreso il discorso a casa, sotto le coperte, o magari davanti alla televisione accesa che non guardava mai nessuno. Quindi non c’era motivo di proseguire quella conversazione nei cessi dell'ospedale. Attraversai il corridoio del San Raffaele, uscendo dal reparto ustionati, per andare a recuperare il mio cappotto.
In meno di dieci secondi ero fuori. Era Dicembre, nevicava, ed ero certo che Lei avrebbe voluto vedere quel velo di bianco che copriva Milano.
Così Natalizio, e rassicurante.
Gelido e Freddo, come la morte.


.Zapping
Alice tornò a casa presto, considerati i suoi soliti orari, trovandomi seduto sul divano a fare zapping. In realtà non guardavo i canali che stavo cambiando. Era più che altro un gesto che sembrava placare il mio cervello in subbuglio.
Non disse niente, si limitò a guardarmi per diverso tempo nel buio, mentre si sfilava il cappotto. Si avvicinò, sedendosi a cavalcioni su di me. La guardai, contrariato, cercando di spostarmela di dosso.
“Non sono dell’umore, Ali”.
“E io non lo ero ieri, però non ricordo di avere fatto storie” Sorrise, baciandomi l’orecchio un paio di volte, prima di morderlo. Fece male, più male del solito, per questo mi ritrassi incontrando lo schienale del divano “Dico sul serio.” Lei rise, ma non si degnò di darmi ascolto, continuando la sua sceneggiata da donna vogliosa. Rimasi immobile, forse solo per farle capire che non c’era proprio modo quella sera. “Leo, che palle!” Esclamò allargando le braccia come se non capisse dove stesse il problema “E’ il nostro lavoro, ricordi? Sei un Borsista, dovresti sapere che la gente ci muore negli ospedali!”
“Oh, e a quest'idea tu ti ci sei già abituata, uh?”
”Certo che no!” Rispose brutalmente “Ma voglio comunque scopare!”
A quella risposta alzai gli occhi al cielo “Quanta finezza, tesoro. Ora sì che mi è salita la voglia.”
Quello la fece andare su tutte le furie. Sbraitò per un po', sul come fossi incapace di affrontare la vita - o la morte in questo caso - e un sacco di altre cose che non credo c'entrassero poi molto col discorso. Ricordo ad un accenno alla lavatrice.
Poi la porta della camera sbatté.
E mi ritrovai solo.
Solo con la mia tv, libero di dar vita ad un nuovo e furioso zapping.


.A Centottanta
Aspettai l’alba per fare le valigie recuperando le poche cose che avevo a casa sua. Tutto sommato me la cavai in dieci minuti scarsi, prendendo tre paia di jeans, di cui due sporchi, e qualche camicia. Il cappotto, le scarpe, ed ero già pronto a varcare la soglia della porta. Alice nemmeno se ne accorse, troppo impegnata a sognare Brad Pitt – o chi per lui – e russare. Per Dio, russava più di me. Chiusi la porta alle mie spalle, avanzando per il corridoio. L’unico vero problema fu caricare la valigia sulla moto, e dopo una paio di tentativi, decisi di abbandonarla sul marciapiede “ E chi se ne fotte “. Presi il casco – un omologato ultimo modello, nero e giallo – e salii sulla mia kavasaki verde. Avevo speso tutto per averla, e da quel momento l’avevo sempre tratta come una figlia. Avviai il motore e mi allontanai per viale Padova, senza una meta precisa.
Qualche ora più tardi ero già fermo in un autogrill, a riscaldarmi le chiappe e le mani, visto il gelo polare di Dicembre. Un caffè in un bicchiere di cartone, una brioche plasticosa, una capatina al bagno ed ero già pronto per ripartire.
Il telefono squillò. Numero anonimo.
“Pronto?”
“Ti sembra il caso di lasciare il lavoro proprio oggi?”
Sorrisi, era Gennara della Reception del San Raffaele.
“Ciao cara.”
“Non fare il puttanone con me! La Germani ti cerca, hai saltato il primo turno, sei impazzito?”
“Dille che mi sto licenziando”
Seguì qualche secondo di silenzio, interrotto da un respiro profondo di una fumatrice incallita “Leo, per l’amor di Dio, non fare cazzate. E’ il tuo futuro”
Mi scappò una risata, le dissi che il suo culo batteva tutti quelli delle zoccole ventenni che si aggiravano da noi, e riattaccai.
Non mi sentii mai più così libero come quella mattina.
Con il sole alle spalle, e l’aria sul collo, percorrevo l'A1 a centottanta.

giovedì 29 novembre 2012

Cat Attack




Cazzeggiando in una giornata di pioggia che manco Noè nei suoi giorno peggiori.

martedì 20 novembre 2012

Dead Underground







Prove di bozza giusto per provare a fare cose provando.

La china arriverà, fidatevi.
Morirò, ma fidatevi.

Si accettano consigli, critiche e insulti.



Caro Babbo Natale...



Caro Babbo Natale,
Siccome siamo nell'era della tecnologia, e mi basta un click per aggiungere oggetti alla lista delle cose che vorrei - senza contare che molti siti prevedono una lista di desideri -  la faccio facile e ti allego un Link contenente tutto quello che mi è saltato per la mente di prendere per Natale.
E poi ti mando una mail, così risparmiamo carta, e salviamo tanti alberi.

Dal momento che è un sacco di roba - ma proprio un sacco - lascio a te la libertà - TOTALE - di decidere cosa prendermi, anche se è meglio che ti accordi con tutti gli altri folletti per evitare doppioni, che non sono simpatici da ricevere.

Spero che tu abbia Internet perché ti consiglio di comprare tutto on-line, dal momento che la mia lista di desideri è concentrata su Amazon ( Dio l'ha fatto il settimo giorno, ma non l'ha mai detto. ) e lì fanno anche gli sconti, per dirla tutta.
Non spendere troppo, perché non me lo merito, che non sono sempre stata proprio buona come si conviene.

Ricordati di mandarmi anche la tua lista, perché anche io voglio ricambiare con diversi regali, che nell'anno dei Maya mi sono ripromessa di prenderli prima del 24 pomeriggio. Il delirio mi mette agitazione.
E la bontà natalizia va a farsi fottere.
Visto?
Solo a pensarci divento volgare.

Ammesso e non concesso che supereremo il 21 dicembre, ma quella è un'altra storia.

Se te lo stai chiedendo, sì, ho aggiunto il Kindle, ma solo perché tutti i capolavori firmati Austen vedo che li danno a 3,50 euri e la cosa è davvero fantastica. In un colpo solo potrei averli tutti senza dovermi vendere un rene.
Che, diciamolo, ha i suoi vantaggi.

Ti prego anche di non regalarmi calze, babbucce, magliette, felpe con animali improbabili stampati sul fronte, pigiami, accappatoi, e accessori per la casa.
Perché potrei fare la faccia contenta solo per educazione, ma in realtà ti odierei dal profondo del mio cuore.

Un abbraccio,
E io non mangio le renne, vorrei precisarlo.
Non ci vado nemmeno all'Ikea, perché la odio.

Robb
( quella col cappello verde )

venerdì 16 novembre 2012

mercoledì 14 novembre 2012

L'INSONNE - Desdemona Metus


Lavoro commissionato per un regalo di compleanno.
Marito regala a moglie un disegno di Desdy, perché lei è una fan sfegatata.
Ammetto di averlo voluto sposare io, un uomo così. 
Esiste forse un regalo migliore al mondo?
No! Non intendo un mio disegno, scemi, intendo un disegno, ovvio.
Beh, sappiatelo, nel caso qualcuno avesse il buon cuore di farmi un regalo un giorno. Tanto chi mi piace lo sapete, ho la vaga tendenza a ripeterlo ad oltranza.

Lo schizzo mi ha preso dieci minuti, avevo già una bozza di un vecchio disegno, la colorazione una mezza giornata, e qualche smadonnamento per il rischio rovesciamento caffè.














sabato 10 novembre 2012

Il Tristo Mietitore



Era da... un botto di tempo che non disegnavo qualche scena di un libro. Forse dai tempi di Coraline, quindi mezza vita fa. Ma quest'immagine mi si è proprio stampata nel cervello. Quindi, beh, eccolaqui.



" Se qualcuno un mese fa mi avesse detto che pochi giorni dopo la mia morte mi sarei ritrovato a camminare per strada seguito da un uomonero timido nascosto dietro una porta e accompagnato da una specie di negativo di lupo mannaro ... probabilmente gli avrei riso in faccia. "

- Il Tristo Mietitore

martedì 6 novembre 2012

lunedì 29 ottobre 2012

Desdemona Metus



Questa mattina qualcuno mi ha fatto tornare in mente lei, e ho fatto questo.
Pasticciando con gli effetti di Ps, come sempre, che mi piace tanto.


venerdì 26 ottobre 2012

Lucca Comics 2012




Lucca 2012. 
Immancabile Lucca 2012.
Mi troverete insieme alla Ele allo stand Star Comics, 
Pad Napoleone E215 Sabato 3 Novembre alle 11:00 
e Domenica 4 alle 14:00.
Mappa Completa Piazza Napoleone


Cliccate qui sotto se volete vedere l'intero programma Star Comics
Orari Incontri Star Comics



Beh, ci si vede a Lucca bellaggente!

martedì 16 ottobre 2012

50 sfumature di grigio








Eccoci qui. Presenti e coscienti in questa valle di lacrime che oggi chiameremo “ Cinquanta sfumature di Grigio “.
Avviso chi si sta per avventurare nella lettura di questa pseudo recensione – del tutto personale e a tratti volgare – che se siete fan sfegatati del libro, se avete problemi nell'accettare o condividere pensieri altrui e vostri, o semplicemente avete amato in maniera del tutto incontrollata queste 680 pagine, l'autrice, la grafica della copertina, e via dicendo, NON leggete quanto segue. Potrebbe nuocere alla vostra salute. E alla mia, che poi devo trattenermi e non posso insultarvi, che sono una persona educata.Detto questo, prendete atto del fatto che questo libro non è un libro, e andate avanti. Ah, potrebbe esserci qualche Spoiler, quindi se dovete ancora leggerlo, di nuovo, fermi qui!


Perché l'ho letto?
Già, perché? Me lo chiedo, e mi rispondo: perché ne parlavano tutti.
Risposta ignorante.
Lo so.

Ma avendo un animo stracciacazzo e polemico, non potevo evitarmi questa recensione, perché in realtà il gioco è tutto qui: leggere e vedere cose brutte, per poi riderne con gli altri.
Fermo restando che rispetto tutti coloro che l'hanno letto e l'hanno trovato il libro dell'anno, io devo comunque dire la mia, e la mia è riassumibile in una sola parola: Merda.
Questo libro è una merda.
Nella sua globalità, è una vera e colossale merda. 
Non so se è chiaro. Quindi andrò a spiegarmi meglio.

Non abbiamo una storia, è scritto male, i personaggi sono stereotipati e del tutto privi di senso, il contorno non esiste, e l'erotismo... già, l'erotismo?
Ce l'hanno venduto come il libro delle porcate dell'anno, e io qui di grosse zozzerie non ne ho lette. A parte qualche sculacciata ogni tanto, che... voglio dire... davvero?
E' una sculacciata, per Dio, non le ha infilato un ombrello su per il …! 
Ci siamo capiti.
Ho letto Harmony più pornazzi, libri non di genere che usavano parole più scabrose. Anche la settimana enigmistica ha vignette più scatologiche di questa robaccia.
Perché è robaccia, capiamoci.

Lei, Anastasia. Vorrei spezzare una lancia in suo favore, o cinquanta magari, così ce la togliamo di torno e ci evitiamo 680 pagine di nulla assoluto. Lei... ingenua e giovane, pura e vergine, distratta e maldestra, è il ritratto di tutto ciò che è semplice e inconsapevolmente perfetto. 
Quanti schiaffi.

Lui,   Cristian Grey, amministratoredelegatodellaGreyEnterprisesHoldingsInc.  Grey, di cognome fa Grey ( perché il grigio, in qualche modo, deve trovare un perché in tutto questo ) ha gli occhi grigi ( maddai ) e i capelli setosi ( !!! ), un profumo inebriante, braccia vigorose, corpo alla David di Michelangelo, affascinante in tutto il suo magnifico splendore. Ci illumina la via al solo passaggio. Ricco, bello da togliere il fiato, pericoloso e misterioso, giovane e sicuro di sé: la perfezione divina in un corpo statuario. Mavatteneaffanculo va. David di 'sta ciufola.




Trama:
Lei incontra Lui. 
Trombano.

Trama più nel dettaglio per chi non si accontenta:
Lei incontra Lui, anzi no, perdonatemi. Lei – per fare un favore all'amica giornalista malata, si presenta nell'azienza superipermiliardaria di Lui a intervistarlo – supera la porta del suo ufficio e si sfracella sul pavimento. E' amore a prima vista. No, purtroppo non del pavimento, ma tra i due. Le frasi di lei sono un turbinio di complimenti melensi che la fanno bagnare con un solo sguardo ( perché lui ha gli occhi Grigi, micacazzi ), mentre lui è uno stoico pezzo di merda, ricco e saccente, che cade nella rete di questa idiota perché... già, perché?
Non lo so, non l'ho mica capito. 

Non vi ricorda niente?
Niente niente?
Dai, lei maldestra e ingenua, lui pericoloso e ricco.
Pensateci un attimo.
Esce il quarto parte due a breve.

Esatto, loro. Bella ed Edward, uguali uguali. Solo con qualche frustino in più – che non usano, tra l'altro – e qualche sculacciata in meno di quella che ci aspettavamo. Pare che – queste sono voci di corridoio – questo fantastico libro non fosse altro che una bella Fan Fiction di Twilight, rimessa a nuovo, comprata e data in mano alla James per farne questo... questo... libro. 
Cavolo, c'è del talento.
E ne ha sfornati ben tre! In arrivo anche il quarto.
.. Quando una è brava.

Comunque, i due si incontrano, si piacciono, c'è aMMore, però lui ha gusti un po' strani, lei è leggermente vergine, quindi qualche intoppo iniziale c'è. Qualche intoppo che dura fin troppe pagine ( un buon 27% di e-book, che in pagine non so quante siano, ma tante. Troppe ).
Il problema lo risolvono firmando carte e scendendo in accordi, una postilla qui, una postilla lì, nei giorni di mestruo no, tre week end al mese, la roba nel culo no, la roba nel culo sì, e così via fino al 39%. Poi il risvolto, arriva la parte erotica uuuh, lui sculaccia lei, lei piange, lui la coccola, e dormono insieme viciniviciniavvinghiatiabbracciatiteneriecoccolosi.
Io, a questo punto, un po' la voglia di lanciare il Kindle dalla finestra l'ho avuta.

Poi ho pensato che potevo uccidere – o ferire gravemente – qualcuno, e spiegare alla polizia che era per colpa di un libro di merda mi sembrava una giustificazione un po' ridicola.
Quindi ho evitato. Ma solo per quello!

Cara James, la tua fortuna è che la gente non vive più in mezzo ai boschi, altrimenti i tuoi libri sarebbero finiti tutti in pasto ai lupi. RINGRAZIA!!!

Le parti comiche, comunque, non si sprecano di certo. Ne abbiamo diverse, a voi la scelta. Da una parte i dialoghi di una profondità impressionante, dall'altro eventi logici e concreti che si susseguono uno dopo l'altro senza lasciarti il tempo di capire cosa stia accadendo, tanta è l'euforia di andare avanti con la lettura.

I dialoghi, parliamo dei dialoghi:


- Lui: Mangia! Non morderti il labbro! Ti scopo a sangue! Ti sculaccio, ocio! Magia! Dormi! Caga! Sole cuore amore! Oh, finta. No, ora ti sculaccio davvero! No, finta! Oh, occhio, arriva la sculacci... no, fingevo di nuovo.

- Lei: E' così bello da togliere il fiato. Vorrei che fosse qui. Oh, sì, toccami li'. Li'. LI'! Vorrei toccarlo. Perché non si fa toccare? Oh, odora di sudore, sudore e bagnoschuma. Ooooh, sì, ha proprio lo sguardo strappamutande.

- Lui: Devi fare quello che dico, se sgarri ti punisco.
- Lei: Oh sì, vengo.
- Lui: M-ma, non ti ho toccata, Anatasia.
- Lei: Ah no? Beh, non importa, vengo uguale.

- Lui: Cosa mi hai fatto, Anastasia, mi hai stregato!
- Lei: Io?
- Lui: Sì, tu, mi hai stregato, mi hai cambiato.
- Lei: Macchi, io?
- Lui: Sì, tu. Sei unica, sei perfetta, sei strabiliante, e ciucci i cazzi da Dio!
- Lei: Da Dio? Non abbiamo mai scopato da Dio, così, un ristorante? Fanno sushi?

- Lui: Ti comprerò dei vestiti, che sembri una pezzente.
- Lei: No.
- Lui: Sì.
- Lei: No.
- Lui: Sì.
- Lei: Ah!
- Lui: Oh!
- Lei: Godo!
- Lui: E fanno sette!

- Lei: Perché non ti piace essere toccato?
- Lui: Perché dentro ho cinquanta sfumature di tenebra.

Ebbene sì, questa ultima frase è vera, non me la sono inventata.
 Ora capite? CAPITE?!?



Comunque, nel complesso – non so se si è capito – è un brutto, brutto, libro, ma sono soddisfatta di me stessa per averlo letto, ora posso sparlarle quanto mi pare. C'è di buono che è così insulso, che va via veloce, e anche in qualche ora si può “far fuori” senza troppa sofferenza. Si potessero far fuori anche i protagonisti con così tanta facilità, sarebbe meglio, ma tant'è.
Non si può avere tutto dalla vita.

Ora lancerei, no, non il libro dalla finestra, ma un appello.

A tutte le persone che questo libro è piaciuto. Senza insulti, senza polemiche gratuite, senza pregiudizi ( e sono seria! ) mi spiegate perché e cosa vi è piaciuto?
Così, in amicizia.

E speriamo che non ci facciano il film.
Ma chi vogliamo prendere in giro.
Certo che lo faranno.
Due, tre, forse quattro.
E allora ci diamo appuntamento tra un anno, per criticare anche quello.



Io avrei scritto un libro molto più porco, comunque.
Ma anche il mio gatto. E senza troppo impegno.




sabato 13 ottobre 2012

La Guerra di Lucca

Locandina Lucca edizione 2012
Di Sara Pichelli e Laura Zuccheri


Reperire dei pass per Lucca ha lo stesso livello di difficoltà di conquistare il Trono di Spade, dodici libri di tentativi - e ne verranno comunque altri - non sono bastati per mettere qualcuno su quella maledetta seggiola tagliente, tanto quanto non sono bastate dodici mail a convincere l'organizzazione che la mia non era una lista della spesa, ma una lista di pubblicazioni.

Comunque, tornando a noi, Lucca ha sempre la sua parentesi di imprevisti, dalla prenotazione dell'Hotel all'arrivo degli Alien in piazza scontenti del Prequel - Prequel? - di Prometheus che non gli ha reso giustizia.
Insomma, Lucca è Lucca, nel bene e nel male, e ogni anno ci tende qualche imboscata. 
Due anni fa era stato impossibile trovare dei pass, ma con qualche colpo basso dovuto alla fortuna di essere femminuccia, e di avere un potere superiore dalla mia parte, alla fine qualcuno l'ho trovato.
L'anno scorso sono partita da casa con l'unica sicurezza di avere il pass in tasca, dettaglio il fatto di non sapere bene dove avrei dormito. Sui cucuzzoli, a mille chilometri dal centro, tra vie disperse e buie alla Silent Hill.
Quest'anno è il primo dove, nell'aria, si respira un minimo di professionalità in più. Ci si avvicina a quello che è il Lavoro con la "L" maiuscola, dove si smette di dormire, mangiare, e la vita sociale è data dai contatti di Skype - santo Skype - ma l'organizzazione sembra decisa a non accettare cani e porci come nei secoli precedenti.

Io ero tra quei cani e quei porci, ovviamente, che è entrata gratis per motivi meno nobili di una pubblicazione, ma quest'anno non c'era la minima possibilità che potessi accettare di spendere un culo di soldi per l'abbonamento di X giorni.
Ma proprio no.
Per principio, forse, dove il principio non è altro che un modo personale di vedere le cose, un modo ottuso che ti fa battere i piedi a terra, una scusante e un'alternativa al capriccio. Da parte mia sono stata capricciosa, e nel ricevere quel rifiuto mi sono sentita l'ennesima stronza un po' cagna e un po' porca.
Ma forse non abbastanza da far aprire le porte di Lucca al mio passaggio.
Non si è mai sicuri di niente in questo mondo.

Mi sono presa un giorno per pensare, perché io penso tanto, e cercare un'alternativa. Ho trovato concorsi che comunque scadevano da lì a qualche giorno, e dove probabilmente aveva partecipato il mondo Cospleyers. Quindi la vittoria non era neanche da prendere in considerazione.
C'erano biglietti su internet, eventuali scorti, conoscenze non troppo sicure, e l'eventualità di barare con il pass degli anni precedenti.

Ma anche soltanto il pensiero di dover trovare l'escamotage del secolo per poter entrare in una Fiera, dove sarei stata seduta ad uno stand, faceva sorridere. Anzi, non sorridere, ridere di gusto. Perché, diciamocelo, la cosa ha preso una piega abbastanza ridicola. Questo è stato un problema collettivo, e mi chiedo cosa sia cambiato dagli anni scorsi. La gente è meno professionale degli altri anni, deve intasarti la mail con 30 allegati per farti capire che sì, lavorano in questo ambiente, oppure questa idea di crisi globale ha fatto stringere il culo a un po' troppa gente in maniera del tutto gratuita?

Non mi è chiaro, comunque sia ho semplicemente deciso di riprovarci. Invece di inserire solo tre pubblicazioni recenti - era quello che chiedeva il form da compilare - ho iniziato ad allegare anche i disegni delle elementari, e se solo avessi avuto un nipote, ci avrei messo pure i suoi.
Ero tentata di aggiungerci anche la foto delle armi che colleziono - forse le colleziono davvero o forse no, chissà - ma mi è sembrato eccessivo, e ho deciso di tenermelo come piano di riserva.
Dopo aver allegato anche la foto del gatto che fa il bidet, ho inviato in altre due richieste, tentata di mandarne una terza con l'intenzione di dare fastidio.

Infine due mail all'organizzazione e sono riuscita a vincere la guerra. Forse il ragazzo con cui ho parlato era solo sfinito e stanco di rifiutare o accettare richieste, resta il fatto che, sì, è stato difficile. E niente mi fa supporre che l'anno prossimo sarà più facile di questo.

Comunque sembra che la soluzione al problema sia contattare direttamente l'organizzazione a questa due Mail:
  • info@luccacomicsandgames.com
  • eventicomics@luccacomicsandgames.com

E far notare che - forse per un errore del sito? - la tua richiesta non è stata accettata. Poi pregare gli Dèi, Nuovi e Vecchi, di ricevere una risposta positiva.

Io amo e odio Lucca, ogni anno, e forse è giusto così:

In salute e in malattia,
Nel bene e nel male,
Finché morte non ci separi.


La voglio.

venerdì 12 ottobre 2012

Fringe Video






Hi Robb,

We'd like to include your art in a sizzle video we're creating for this project.
You can view it here: [link]. Is that okay?

cheers,

Dan



Created by Glass Eye
Glass Eye is a UK-based interactive marketing agency founded by Dan Light and Saffron Tucker.

venerdì 5 ottobre 2012

Torta Stark





Scrivo questo post perché c'è stato qualcuno - a dire il vero più di qualcuno - interessato a sapere come avessi fatto " quella torta Stark ".
E allora, massì va, scriviamo 'sto post.
Tanto il Blog è mio e posso postarci un po' quello che mi pare.
Un disegno oggi, un avvenimento domani, e una torta quando mi va.
Mi spiace solo che non ho molte foto, ne ho fatta qualcuna per zittire il mio lato folle da instagrammatrice - aifon compulsiva, ma niente di più.
Quindi vi dovrete accontentare.

Dunque, in realtà non si tratta di una torta, ma di Tiramisù.
E' semplice, come tutti i Tiramisù del mondo, ma solo se avete un frullatore elettrico.
Io, da povera stronza quale sono, faccio ancora tutto a mano.
E non è bello.

Quindi, ingredienti per un Tiramisù classico classico:

- 500g Mascarpone

- 120g Zucchero
- 400g Savoiardi
- 6 Uova
- Caffè ( Io con una da 6 persone, e una da 4, sono stata giusta e non è avanzato )
- Cacao


- un pizzico di sale

Preparate il caffè che vi serve e mettetelo in una bacinella per farlo raffreddare ( altrimenti ci sminchia - termine tecnico - la crema e scioglie i savoiardi ). Se andate di fretta schiaffatelo in frigo, e via.

Dividete le uova tra tuorli e albumi, non preoccupatevi perché tanto ci mettiamo tutti 40 minuti solo per fare questa operazione, e il più delle volte il guscio si apre malissimo. Consiglio: tirate fuori le uova dal frigo una quindicina di minuti prima, così che non siano ibernate in stile Era Glaciale, e vedrete che l'impresa sarà meno impossibile del solito.

Mettete i tuorli in una bacinella più grande ( perché poi uniremo tutto qui ) e gli albumi in un'altra.
Per i meno esperti ... il tuorlo è giallo, l'albume è bianco.
Si sa mai...

Montate i tuorli con metà dello zucchero fino a quando non diventa tutto super cremoso e giallo chiaro. Da un'altra parte montate a neve (oh, a neve vera, non sputo di gabbiano. Deve essere solida e compatta! ) gli albumi con un pizzico di sale. Quando saranno mezzi montati, aggiungete lo zucchero, e spaccatevi le braccia fino a quando la bacinella potrete girarla e non casca giù nulla.
Giratela tre/quattro volte. Ora saltate su un piede solo.
Dite l'Ave Maria al contrario.
E gli albumi saranno pronti.

In una terza ciotola mettete il mascarpone ( consiglio, tiratelo fuori dieci minuti prima di usarlo altrimenti non lo schiodate dalla confezione ) e ammorbiditelo con un cucchiaio di legno. Unitelo ai tuorli e girate il tutto.
Ora unite gli albumi montati a tutto il resto. Usate un cucchiaio pulito e fatelo piano piano, senza buttare giù di colpo tutto stile pappa del cane, perché mandate a monte tutto. Girate e amalgamate. La crema del tiramisù è questa.
Più riuscirete a rendere gli albumi soffici, più la crema sarà solida. Altrimenti avrete una pisciatina oleosa pessima che inzupperà i savoirardi e farà sembrare il tutto vomito di gatto.


Ora prendere i savoiardi, uno ad uno, li girate nel caffè e sistemateli in una pirofila ( meglio se quadrata, perché tonta, ottagonale o a forma di dente di tritone voglio PROPRIO vedervi a fare i tetrix con i biscotti. ). I savoiardi si impregnano subito, quindi se non volete che diventino pappetta fate una toccata e fuga nel caffè, e via. Io il caffè non l'ho zuccherato, ma fate voi.
A seconda di quanto amate il dolce. Tenete sempre conto che ci avete già messo 120g di zucchero.
E questo è un tiramisù, non un grosso marshmallow al gusto di caffè.

Fate il primo strato di savoiardi, poi prendete la crema e coprite tutto. Ora il cacao, con un colino, spargetelo su tutta la base di crema. Poi di nuovo i savoiardi, poi ancora la crema, e alla fine il caffè. A seconda della forma e grandezza della pirofila vi potranno venire due o più strati. Consiglio sempre e solo due ( al massimo fate più pirofile diverse ) perché tre strati è come dare una mezza casa di Hansel e Gretel quando fate le porzioni.

Fatto questo, avrete finito!

DECORAZIONE 




Ingredienti:
- 200g Cioccolato Fondente
- 400g Cioccolato Bianco 

( a seconda della grandezza del disegno. Questo è quasi un A4 )

Il lupo Stark è più facile di quello che si può pensare. Per chi non è pratico di disegno, consiglio una bella stampa su A4 del lupo ( o di qualsiasi altra cosa ) e via, senza inutili spargimenti di sangue. Semplice semplice.
Mettete il disegno su un piano ( io ho usato un tagliere ) incollatelo con dello scotch di carta, poi prendete della carta da forno e scotchate anche quella sopra al disegno. Ora sciogliete del cioccolato a bagnomaria ( pentola di acqua su fuoco, piatto sopra, e cioccolato nel piatto ).
Quando sarà sciolto lo mettete dentro ad una tasca da pasticcere ( se non l'avete ci sono quelle usa e getta nei supermercati, non credo superino i 4 euri ) e disegnate tutto il perimetro del lupo.

Io mi sono complicata un po' la vita, ho disegnato il dentro e il fuori, con due cioccolate diverse, ma il succo è lo stesso. Solo più sbattimento e più cioccolato sulle piastrelle della cucina.

Quando avrete finito il con il contorno mettete il tagliere in freezer, e aspettate che si stacchi. Quando è asciutto ( bastano 5 minuti ) tiratelo fuori e con il cioccolato bianco riempite il resto. Poi di nuovo nel freezer. Credo bastino una decina di minuti.
Quando lo tirerete fuori si staccherà da solo senza problemi.
Mettetelo sul tiramisù ( sprofonderà un po', ma non troppo ) e avrete finito!




Buone peripezie in cucina!

Da una che usa un grembiule splendido quando fa i dolci.









venerdì 28 settembre 2012

Cose a Caso






Volevo solo una scusa per aggiornare il Blog.
Buon Venerdì a tutti!

Robb

sabato 22 settembre 2012

Fumettopoli



Oggi mi troverete qui!
A Fumettopoli, fermata della metropolitana Garibaldi ( verde ), presso l'Hotel Executive.
Quarantesima Fumettopoli, ventesimo anno all'Hotel Executive, oggi la presentazione ufficiale di Davvero con la presenza di Paola Barbato e alcuni tra i disegnatori dei volumi cartacei. ( Luisa Russo ed Elena Cesana )


PROGRAMMA  22 Settembre
ore 9:45 ingresso VIP tesserati e prepagati listicket
ore 10 APERTURA FUMETTOPOLI AL PUBBLICO
ore 11 - 18 STAND K1995 incontro con ANTONIO MONTANARO di Kassandra, Bird e Efebus
ore 16:00 il bar del fumetto MOON BAR bibite ad offerta per gli incontri. presentazione DAVVERO con Paola Barbato.
ore 18.30 chiusura CASSA
ore 20.00 chiusura fumettopoli


Vi aspettiamo!



venerdì 21 settembre 2012

X-men


É durante un buon ritiro spirituale che si può tentare di pasticciare con gli acquerelli, almeno nel mio caso, che perdo la pazienza dopo due nano secondi. E non amo dilettarmi in questo genere di cose. Il fatto che, poi, continui a fotografare, aggiornare e condividere cose durante questo ritiro NON significa che io mi annoi a morte, sia l'unica umana nel raggio di 20 chilometri, e faccia un freddo fottuto.
No, affatto.
No no.
Proprio no.