lunedì 2 settembre 2013

Bizarre New World - preview


Qualche vignetta di una storia risalente a diversi mesi fa.


BIZARRE NEW WORLD
http://www.bizarrenewworld.com/
Progetto di: Skipper Martin
Storia di: Michael Woods
Colori di: Simon Gough








lunedì 22 luglio 2013

Contest: Wolverine l'immortale



Wolverine l'Immortale

Se volete votare il disegno, cliccate sul link e mipiciacchiate il disegno.

If you want, click here to vote my drawings.


martedì 25 giugno 2013

Solitary Design Contest






Sto partecipando al Solitary Design Contest, se vi piace e ne avete voglia, potete votare la mia maglietta attraverso questo link. Grazie!


I'm taking part in the Solitary Design Contest. If you want, enter and vote for my t-shirt. Thank you so much.



lunedì 24 giugno 2013

Davvero.




Disegno di Riccardo Nunziati



Oramai credo sia assodato che tutti sappiate cos'è accaduto a Davvero.
Ho pensato diversi giorni se scrivere, o meno, questo post, ma alla fine credo sia indispensabile spenderci più di due parole.

Davvero ha ufficialmente chiuso la sua pubblicazione con la casa Editrice Star Comics, lo scorso mercoledì 19 giugno, con il numero quattro disegnato da Riccardo Nunziati e scritto da Paola Barbato.

La notizia è stata resa pubblica attraverso il sito Star Comics: 

 Le difficilissime condizioni del mercato e della distribuzione non hanno permesso a questo prodotto innovativo e di grande qualità di ricevere il successo che meritava. Siamo però certi che sia stato un esperimento importante di cui resterà segno nella storia a fumetti di questo paese. 

Il progetto era iniziato con una buona quantità di persone che remavano contro o, più semplicemente, affermavano che qualsiasi tentativo di far qualcosa gratuitamente - quindi sfruttando dei disegnatori - fosse sbagliata. Concetto verso il quale porto ogni rispetto, e con cui mi trovo d'accordo. Ma Davvero non comprendeva 94 tavole, bensì 6, ed era una vetrina per chi aveva intenzione di farsi notare in mezzo ad una schiera infinita di disegnatori. 
Cosa che, a tutti gli effetti, è poi avvenuta. Molti di noi ora lavorano per case editrici importanti, e credo che un grazie a Davvero sia d'obbligo.

Molti altri, invece, ci hanno creduto fin dall'inizio, e questo non ha fatto altro che spaccare in due parti nette quelle che erano le correnti di pensiero del momento. Chi urlava alla cialtroneria, e chi pregava che questo progetto andasse in porto.

Non userò questo spazio per elencare cosa è stato detto perché, nel bene e nel male, credo che ne abbiamo tutti un po' piene le ... tasche.... di questi argomenti. E non porterebbero a niente di diverso che altre polemiche sterili.

Passare dall'on-line al cartaceo è stato un salto nel vuoto, almeno questo è quello che penso io, ma è stato fatto con coraggio. I lettori dell'on-line erano tanti, l'unica pecca è stata che purtroppo questo dato non si è poi riscontrato nel cartaceo. Unito ad altre questioni spinose, quali la distribuzione, la poca pubblicità e una crisi del mercato, Davvero ha chiuso i battenti al numero quattro.

Ora, per chi non lo sapesse, abbiamo la fortuna di poter continuare con la pubblicazione grazie all'Arcadia, che darà la possibilità a Davvero di raggiungere le fumetterie con i numeri cinque e sei. Credo che i lettori potranno comunque uscirne soddisfatti, anche se la storia non avrà il finale desiderato. Il finale, per l'appunto, sarebbe arrivato con il numero dodici.

Nei giorni scorsi, quando la notizia ha iniziato a girare nel web, si sono aperte le gabbie delle polemiche; cosa prevedibile, ma ammetto che alcune fra quelle che ho letto mi hanno lasciata di stucco. 
Vorrei quindi spezzare una lancia in favore di Davvero, ma non come persona parte del progetto bensì come comune lettrice di fumetti; questo è stato un duro colpo per quella che è l'Editoria. Inutile guardare il punto che è Davvero, credo sia essenziale guardare tutto attorno a quello che è stato questo progetto. La sconfitta non è stata solo personale, ma riguarda molte persone, tutte quelle immischiate con il mondo del fumetto.

Non vedo come lo sperare che un progetto possa andare in vacca sia un cosa utile all'editoria, detta in parole spicce. Qui si parla di Davvero, ma ce ne sono almeno altri sei di progetti - partiti o proti alla partenza - verso i quali auguro ogni bene, ogni fortuna, ogni qualsiasi cosa possa essere utile a far sì che possano mettere a terra qualche radice solida.

Perché nel fumetto prevale un discorso che è egoistico e personale, piuttosto che uno globale, e credo che questo sarà uno fra i tanti motivi che ci porterà a prendere legnate di un certo livello. Non punto a fare un discorso utopistico, ma guardando i fatti credo che continuare a pulire la propria casa senza badare al pianerottolo ci porterà ad avere il culo scoperto in un tempo che non è poi così lontano.

E con questa massima - personale - chiudo, lasciando tutti coloro che speravano di leggere una grossa polemica molto insoddisfatti, e vi invito a restare in ascolto se vi interessa conoscere le date di uscita del numero cinque.
Non appena sarà possibile renderle pubbliche, ve lo farò sapere.


Buon lunedì - non polemico - a tutti.


domenica 23 giugno 2013

Bad Alice







Ho sognato questa cosa qui. Più o meno.
Ed è stato un sogno orrendo, perché i conigli mi terrorizzano.
C'è di buono che disegnarlo è stato meno traumatico.






giovedì 20 giugno 2013

mercoledì 19 giugno 2013

lunedì 17 giugno 2013

L'arte di disegnare con ogni parte del corpo... è arte.






Ci sono quelli che disegnano con i piedi, e vabbè, questo si sa.
Altrettanto comuni quelli che disegnano con il culo, quasi i migliori.
Ma quelle che disegnano con le tette sono proprio una specialità.

Non è che si possano trovare ovunque, eh, badate bene. Sono merce rara, quasi da esposizione, di quelle cose che metti lì e le guardi, a volte con ammirazione, a volte con vera e propria estasi.

Non hanno neanche una testa, non serve, basta un push up o un ferretto per dar loro il necessario affinché vivano felici e facciano il loro lavoro.

Se ne possono scovare di diversi tipi e forme, ma bisogna saper cercare bene, alcune si fingono timide. Verso la terza foto danno il meglio di loro, quindi è necessaria un po' di pazienza.

Non commentatele, non elogiatele, perché potrebbero offendersi. 
Quindi ammiratele in silenzio.

C'è da dire, però, che quando sono molto invadenti rischiano di coprire quello che è il disegno, quindi non cercate di sforzare la vostra vista a raggi x, purtroppo non funziona; godetevi il panorama e il resto lasciatelo ad un secondo momento. 

Io ci ho provato così tante volte, ma purtroppo mi mancano le basi anatomiche per poter anche solo lontanamente pensare di gareggiare con qualcuna di loro. 
Rimarrò tristemente alle solite vecchie maniere, un po' col culo, un po' coi piedi.
Ma eviterò di metterli in foto.
Non mi sento ancora pronta.





Un buon lunedì a tutti, anche se in ritardo.


lunedì 10 giugno 2013

Un buon Lunedì.






" Anche la merda fritta è buona. "

Mia nonna sul cibo ne sa più di Giallo Zafferano, e con lei arrivano diverse perle di saggezza che mi annoto di volta in volta per non rischiare di dimenticarle negli anni. Mia nonna è Emiliana, tutta la nostra stirpe è di quelle parti, quindi si è sempre cucinato con un certa attenzione. Solitamente cose pesanti: lasagna al forno, gnocchi al ragù, tigelle, gnocco fritto, polenta e salsiccia. Tutto rigorosamente fatto a mano, e cotto nello strutto. 
La leggerezza fatta a piatto, che ti si conficca nello stomaco e prende possesso di te per le successive dodici ore, poi partorisci un Alien e tutto torna come prima.
O quasi.

Io sono nata con diversi problemi - non tutti mentali per fortuna - e tra i tanti ci sono le più svariate e fantasiose intolleranze alimentari. Questo fa sì che io sia la spina nel fianco di mia nonna.

" Mangia che ingrassi. Mangia che ti fa bene. Mangia che passa tutto. "

In un modo, che ancora non mi è del tutto chiaro, sembra che il cibo sia la panacea di tutti i mali, almeno secondo i nostri nonni che ci vorrebbero vedere grassi e felici. Peccato che il grasso non è sinonimo di felicità, ma questo non è importante. Almeno non per loro.
Il mio deficit comporta non pochi problemi, primo tra tutti grandi insulti a tavola, e derisioni di massa in famiglia. Ma ho spalle larghe e una gran dose di sarcasmo, in queste situazione me la cavo ad occhi chiusi. Le migliori, invece, sono quando devo uscire - per qualsivoglia motivo - a mangiare fuori; si aprono le gabbie dei coglioni e, a seguire, un groviglio di domande prive di qualsiasi senso logico.

Premessa; le mie allergie sono poche - ma stronze - le mie intolleranze sono infinite - ma mutevoli -. Ed essendo abituata a conviverci spesso mi trovo a spiegare la situazione in tre parole secche - perché non ne ho voglia - turbando la controparte che di solito smette di capire bofonchiando domande insensate:

- Ma quindi sei vegetariana?
- No, sono celiaca. Quindi magari niente pizza.
- Ah. Una pasta, allora?
- Ahem, no, glutine. 
- Focaccia? Panini? Crepes? Un tocco di glutine unico formato famiglia?

E vi assicuro che questa è tra le più comuni.

- Ma quindi cosa mangi?
- C'è un sacco di roba che posso mangiare.
- Ma la carne la mangi?
- Sì.
- E la verdura?
- Sì.
- E la frutta?
- … Sì. 

Se non li fermo con uno sguardo torvo, l'elenco diventa infinito. Perché sembra - già, sembra, perché i miei studi sull'idiozia umana non sono ancora completi - che le persone perdano ogni certezza di vita nel momento stesso in cui dichiari di non poter mangiare un Kinder Bueno. 
A volerli uccidere in un colpo solo basta dire di non poter andare da McDonald's. E la loro vita finisce, smettono di capire, gli occhi diventano vacui e iniziano a girare a vuoto, senza meta, zombi del mondo.

- Ma se non mangi la pasta come fai?
- Mangio il riso.
- Il riso in bianco?
- … no, il riso si può condire come la pasta.
- Ma veramente?!?

Sono in momenti come questi che vorrei scuoterli, come dieci anni fa si faceva con l'ovetto Kinder per capire se dentro c'era la sorpresa bella oppure la fuffa. E continuare a scuoterli ad oltranza chiedendogli: "checosacazzostaidicendo?" Perché non puoi capire che la pizza contiene glutine esattamente come la pasta? Perché se non mangio le schifezze credi che sia sull'orlo del suicidio? Perché dovrebbe mancarmi mangiare dei panini che hanno lo stesso gusto del polistirolo? Perché mi devi obbligare a mangiare una pizza senza glutine? Quando per anni ho mangiato la pizza vera e quindi no, non mi fotti, conosco bene la differenza.

Tutto questo era per dire cosa?
Non ne ho idea, solo che oggi è Lunedì, e come ogni sacrosanto Lunedì andrò a mangiare da mia nonna - che Dio mi aiuti - e siccome il tempo non è dei migliori, mi gioco la mano destra che ha fatto la polenta.

" Fa freddo, è giusto mangiare la polenta. Anche se è Agosto! "


Quindi buon Lunedì a tutti, buona giornata di lavoro intensa.







E si può scrivere un blog anche senza dover fare per forza i grandi intellettuali di 'sta ciufola. ( You don't know nothing ).

Have a nice day!
Tut! Tut!