domenica 13 gennaio 2013

Rogue - sketch


Schizzi a casaccio mentre litigo con la Cintiq.
Al momento non andiamo molto d'accordo.









mercoledì 2 gennaio 2013

Che fine hanno fatto i pupazzi di neve?



Questa mattina svegliarsi è stato meno traumatico di altre mattine. Da sotto il piumone - doppio - ho potuto godermi una montagna imbiancata da far invidia a chiunque, e mi sono sentita più fortunata di tanti che non hanno potuto schiodare il culo da casa.

Qui fa freddo, e vabbè, e c'è la neve, e doppio vabbè. Ma manca qualcosa che tutti gli altri anni c'è sempre stata; i pupazzi di neve. E i bambini.
Non so che fine abbiano fatto, ma ricordo che gli anni passati ne ho sempre contati molti.
L'unico che ho avuto la fortuna di vedere quast'anno è stato a Milano, e forse era meglio non vederlo. Il pupazzo più brutto e triste del secolo.

Noi ne facevamo di magnifici. Tzè.
Con sciarpetta, cappello, carota e scopa annessa.

Oggi i Pupazzi sono un po' come i Panda; a rischio d'estinzione.

martedì 1 gennaio 2013

Sketch di Relax.


Fuori fa un freddo boia, ma boia boia, di quelli che ti frantumano la faccia appena ti azzardi a fare due passi, quindi ho optato per il calduccio di casa dove accoccolarmi e disegnare. "Lei" viene sempre fuori in momenti simili, quando scoprirò chi cazzo è condividerò la scoperta. 

Fino ad allora resterà così, senza nome, che va bene uguale.

Dalla montagna con amore.






FRESH MEAT - Happy New Year



Happy New Year!






Due righe per insultare i Maya, e tutti gli speciali che ci hanno fracassato i coglioni nell'ultimo anno, ma anche per fare qualche augurio sparso.
Abbastanza dovuto, come ogni anno.

In queste occasioni si è soliti riassumere l'anno passato, soprattutto le brutte esperienze, perché l'anno è sempre peggio rispetto a quello prima, ma migliore rispetto a quello che verrà.
Una logica non troppo logica, ma che sembra andare per la maggiore.
Logica che - ovviamente - non mi è mai andata a genio.

Per me è stato un anno di tante scoperte, di esperienze – belle e brutte – e di formazione. Non scolastica, ma personale e lavorativa. Ho capito più cose negli ultimi mesi, di me stessa e di tante altre persone, che in venticinque anni.
Forse ho solo capito come si vive. Meglio tardi che mai, tutto sommato.

Ho fatto delle scelte, ho seguito l'istinto e la passione, ho aperto e chiuso porte.
I cardini non cigolano poi più di tanto. E questo è un buon risultato.
Posso considerarmi felice nonostante qualche dispiacere sparso, che mi impegno a zittire con un qualsiasi vinile di John Mayall.

Per il resto non credo esistano anni brutti e anni belli, esistono anni che si susseguono e basta, nella più pura delle semplicità.
E non esistono propositi, solo scelte e valori.

In queste occasioni si chiede sempre cosa ci si aspetti dall'anno nuovo, e cosa si voglia.
Personalmente mi aspetto un anno decisivo, di scelte importanti e di responsabilità.
Quello che vorrei è solo silenzio, dimezzerei tutte quelle parole che non servono, nel lavoro, nella vita e nell'affetto. Le parole sono sopravvalutate.

Con queste quattro righe di nulla – e per chi si aspettava aneddoti personali ridacchio - auguro a tutti un buon anno, e che Dio non ci fulmini per tutte le volte che lo nomineremo da oggi in poi.

E comunque non l'ho mai vista come la fine del mondo, ma come l'inizio di una nuova era.
Così sarà, in barba ai Maya, e a chi credeva di morire.